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Onice racconta Toolbox

Onice da un paio di mesi si è trasferito da Toolbox.

Per chi non lo sapesse, Toolbox è un co-working, scelto apposta proprio in quanto co-working; non avremmo potuto prendere in considerazione un ufficio tradizionale, perchè non si sarebbe adattato ai nostri desideri. Toolbox è uno di quei posti enormi in cui lavorano tante persone insieme. Insieme nel senso che si condividono gli stessi grandi spazi con scrivanie unite in blocchi di 4 o 6, oppure con uffici di stampo più tradizionale inseriti in un contesto completamente nuovo. Nel nostro ‘blocco scrivanie’ io sono davanti ad Andrea, la componente maschile di Onice. Poi ci sono Angelo e Alessandro, altri due occupanti del ‘blocco’, conosciuti da poco, e con i quali abbiamo subito instaurato un ottimo rapporto che pian piano sta acquisendo  le caratteristiche di un’amicizia.

C’è un salottino, anzi due: li usiamo per sederci e prendere un caffè, oppure facciamo riunione con i clienti (quando l’informalità è consentita e gradita anche da parte loro), oppure incontriamo i fornitori. Certo ci sono anche le sale riunioni, ma a noi il salottino piace tanto.

Insomma. Ci troviamo bene. Lavoriamo bene. L’ambiente è accogliente. C’è tanta luce. Stiamo conoscendo persone che fanno i lavori più disparati, dal designer a chi progetta realtà virtuali in 3d per piattaforme petrolifere, da chi si occupa di vendita di vino all’avvocato e al commercialista.

Crediamo che lo sviluppo futuro del lavoro sarà sempre più rivolto a realtà di questo tipo. Non solo per gli immediati riscontri economici, per cui è chiaro che l’affitto di uno spazio di co-working risulta decisamente minore rispetto ad un ufficio tradizionale, ma perchè è un luogo in cui ci si può dedicare e pensare esclusivamente al proprio lavoro. Non dobbiamo preoccuparci se internet non funziona, della pulizia, dei contratti del telefono e e della luce e quant’altro normalmente bisogna fare quando si affitta un qualsiasi immobile. La tranquillità di poterci solo dedicare al nostro lavoro è estremamente rilassante. E lavorare conoscendo nuove persone è un’esperienza bellissima (certo, l’incognita del rompipalle c’è sempre, ma la percentuale è minima!).

 

 

1 Comment

  • Dario Olivero 20 gennaio 2017 at 11:02

    Good! Non vedo l’ora di essere invitato per fare il primo meeting!
    Quando?

    Reply

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